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Il patrimonio della liuteria per le generazioni future

Quando si parla di Cremona e della musica si pensa subito al violino. Fausto Cacciatori, conservatore della Fondazione Museo del Violino, testimonia l'importanza di questo patrimonio e della conservazione per le generazioni future.

Fausto Cacciatori, conservatore della Fondazione Museo del Violino

La serata di Notte di luce ha due grandi protagonisti: la città di Cremona e la musica. E quando si parla di Cremona e della musica, l’immagine che si materializza nelle menti è una sola: il violino.

Tra coloro che hanno il piacere di lavorare tra questi gioielli del nostro territorio c’è Fausto Cacciatori, conservatore della Fondazione Museo
del Violino, che testimonia la grandezza della liuteria cremonese nel passato ma, anche e soprattutto, nel presente.

La città si identifica con il violino, con Stradivari e quindi si identifica con il Museo del Violino. Il Museo è un luogo dove gli strumenti si possono ammirare, dove si può approfondire la conoscenza della liuteria e dove si possono ascoltare.

Per il Museo conservare uno strumento musicale significa anche consentire al visitare di ascoltare gli strumenti di di Antonio Stradivari e questo costituisce una forte attrazione per il pubblico.

Ma la musica e il suo racconto possono contribuire al rilancio della città.

Basti pensare che in questi mesi di isolamento i momenti di soclialità sono stati stai i momenti in cui ci ritrovavamo ai balconi per cantare. La musica in quel momento è ha avuto un ruolo fondamentale, ha dato di nuovo un senso di comunità e ha portato molti cittadini fuori dall’isolamento.

La musica ha dimostrato anche in un momento così profondamente difficile il suo valore.

Il Museo del Violino coserva quindi il passato ma guarda al futuro:

Noi abbiamo un patrimonio e il nostro obiettivo è conservarlo per le generazioni future.